Al giorno d’oggi la crescita delle imprese e lo sviluppo dei servizi digitali dipendono sempre più da come l’energia viene gestita e integrata con i sistemi tecnologici. In questo scenario, Schneider Electric, leader globale attivo nella gestione dell’energia e nell’automazione industriale, sviluppa soluzioni che collegano infrastrutture energetiche e piattaforme digitali, intervenendo in contesti come data center, edifici e reti elettriche.
Sponsor della prima edizione di Future Week Firenze, Schneider Electric ha preso parte al programma con due momenti di confronto dedicati ai cambiamenti in atto tra digitalizzazione e sistemi energetici e alle evoluzioni della città intelligente, portando esperienze operative e applicazioni sviluppate in ambito industriale e mostrando come queste trasformazioni incidono concretamente sulle attività delle imprese.
In questa intervista a Nicola Motta, Direttore Area Commerciale Toscana Umbria di Schneider Electric, abbiamo approfondito il ruolo di Schneider Electric all’interno di questi scenari, dal contributo nello sviluppo e nella gestione dei data center all’integrazione tra energia, automazione e software nei sistemi distribuiti.
Schneider Electric è un gruppo globale che lavora su energia, automazione e software, con soluzioni che vanno dai data center agli edifici fino alle reti elettriche. Se doveste spiegare in modo chiaro cosa fate oggi, qual è il punto da cui partire?

Il punto di partenza è l’energia. Oggi tutto ciò che le aziende fanno – produrre, digitalizzare, crescere, essere competitive – dipende da come l’energia viene utilizzata e gestita. Schneider Electric nasce e opera come partner tecnologico specializzato nel rendere l’energia più efficiente, digitale e sostenibile. Un “Energy Technology Partner”.
Il nostro ruolo è guidare la convergenza tra elettrificazione, automazione e digitalizzazione, trasformando sistemi complessi in sistemi intelligenti, gestiti tramite dati. Questo approccio consente a edifici, fabbriche, data center e infrastrutture di migliorare prestazioni, affidabilità e controllo. In sintesi, aiutiamo i clienti a usare meglio l’energia, trasformandola da costo operativo a leva strategica per il business.
Gran parte dei servizi digitali che usiamo ogni giorno dipende da infrastrutture fisiche molto complesse. Voi lavorate su alimentazione, raffreddamento e gestione dei sistemi che rendono possibili data center e piattaforme digitali. Che tipo di ruolo occupate dentro questa catena?
I servizi digitali quali il 5G o l’IA si basano su infrastrutture fisiche complesse di tipo informatico, elettrico e meccanico. In questa catena Schneider Electric svolge un ruolo di abilitazione e integrazione tecnologica, lavorando al fianco di tutti gli attori – progettisti, contractor e impiantisti elettrici e meccanici – per garantire continuità e affidabilità dell’energia, attraverso soluzioni UPS scalabili, anche con batterie agli ioni di litio.
Alimentazione elettrica, gestione del raffreddamento e software di gestione e supervisione vengono così integrati in un unico sistema resiliente, efficiente e sostenibile lungo tutto il ciclo di vita del data center.
La crescita dell’intelligenza artificiale sta aumentando in modo significativo il fabbisogno energetico dei data center e sta cambiando il modo in cui vengono progettati. In che modo stanno evolvendo queste infrastrutture e su quali aspetti intervenite direttamente?
La crescita dell’intelligenza artificiale sta cambiando profondamente i data center. I carichi AI stanno aumentando in modo significativo il fabbisogno energetico e le densità di potenza, portando i rack da valori tradizionali di 10–20 kW a oltre 100 kW negli ambienti AI‑ready. Secondo le principali analisi internazionali, il consumo elettrico dei data center potrebbe raddoppiare nel giro di pochi anni, rendendo necessario un cambio di paradigma nella progettazione delle infrastrutture.

I data center evolvono così in sistemi energetici integrati, dove continuità dell’energia, gestione del raffreddamento e software di gestione e supervisione devono lavorare insieme fin dalla fase di progetto. In questo contesto Schneider Electric supporta gli attori della filiera con le proprie competenze e soluzioni in fase progettuale, esecutiva e operativa.
Il nostro contributo è anche di rendere i data center più efficienti e sostenibili, riducendo consumi, perdite energetiche e impatto ambientale, senza compromettere resilienza e scalabilità. Ad esempio forniamo UPS e condizionatori di precisione ad alta efficienza. È questo approccio end‑to‑end, spesso sintetizzato nel principio “from grid to chip, from chip to chiller”, che permette ai data center di crescere in modo sostenibile nell’era dell’intelligenza artificiale.


Oggi la gestione dell’energia passa sempre più da piattaforme digitali che mettono insieme produzione, distribuzione e consumo, anche su scala urbana. Che cosa significa, nel vostro lavoro, tenere insieme questi livelli e renderli coordinati?
Oggi l’energia non scorre più in modo lineare, dalla produzione al consumo. È sempre più distribuita, intermittente e digitale, e coinvolge edifici, industrie, reti, mobilità elettrica e città. Tenere insieme questi livelli significa trasformare l’energia in un sistema coordinato, governato da dati e software.
Nel nostro lavoro questo si traduce nel collegare produzione locale da rinnovabili, reti di distribuzione, sistemi di accumulo e consumi finali attraverso piattaforme digitali aperte, capaci di orchestrare flussi energetici complessi in tempo reale. Schneider Electric opera proprio su questo punto di connessione, lavorando con utility, operatori energivori, progettisti e gestori urbani per rendere produzione, distribuzione e consumo interdipendenti e intelligenti.
L’obiettivo non è solo ottimizzare singoli asset, ma costruire ecosistemi energetici più resilienti, efficienti e sostenibili, in grado di funzionare su scala di edificio, di distretto e di città.
Sempre più spesso l’energia viene prodotta localmente, ad esempio con impianti solari, e gestita insieme a batterie e sistemi di controllo. Schneider è tra i principali operatori nelle soluzioni di microgrid. Che ruolo hanno queste tecnologie in questo tipo di configurazione?
La diffusione delle microgrid nasce da un cambiamento strutturale del sistema energetico: l’energia non è più solo prelevata dalla rete, ma viene prodotta localmente, accumulata tramite soluzioni BESS (Battery Energy Storage Systems) e gestita in modo dinamico.
Queste architetture permettono di integrare impianti fotovoltaici, batterie, colonnine di ricarica delle auto elettriche, carichi critici e non, all’interno di un unico sistema intelligente, governato da un software che definisce le priorità di utilizzo in relazione alla disponibilità dell’energia autoprodotta e al costo dell’energia. In questo modo si trova la migliore soluzione tra autoconsumo, storage e acquisto di energia dalla rete quando il PUN è ridotto.
Il ruolo di Schneider Electric è rendere questa complessità gestibile, trasformando siti industriali, edifici o distretti in ecosistemi energetici più resilienti, efficienti e sostenibili. Le microgrid diventano così l’abilitatore di un nuovo modo di usare l’energia, più flessibile e orientato al futuro.
Le vostre tecnologie entrano in ambiti molto diversi, dai data center agli edifici intelligenti fino alle abitazioni, attraverso piattaforme come EcoStruxure. Come funzionano in questi contesti e che tipo di benefici portano a chi le utilizza?
EcoStruxure è una architettura IoT, cybersicura e scalabile, che supporta i clienti lungo tutto il ciclo di vita: connettendo le tecnologie in campo, operando sugli asset con software di automazione, controllo e gestione, ottimizzando le performance aziendali – come costi operativi ed energetici – grazie a report strutturati in cui i dati di campo e dei software permettono di attivare delle decisioni informate, per migliorare la sostenibilità economica ed ambientale delle operations.
In molti casi lavorate su sistemi che non possono fermarsi, come ospedali, infrastrutture critiche o grandi hub digitali. Come si progettano soluzioni che devono garantire continuità in contesti di questo tipo?
Nei contesti mission critical la continuità si progetta fin dall’inizio: architetture ridondate, automazione avanzata e sistemi digitali che prevengono il guasto. Fondamentale è la fase operativa, dove il service accompagna l’intero ciclo di vita, garantendo monitoraggio, manutenzione e interventi proattivi 24/7.
Il nostro è un service basato sulla connettività degli asset, su report integrati dall’IA, sulla digitalizzazione dei sistemi, ma ha un“volto umano”: abbiamo un team di tecnici disponibili 24/7 nel nostro Connected Service Hub, a Stezzano. Forniscono insight tecnici sull’operatività delle apparecchiature, sono in contatto diretto con i team di manutenzione e operations del cliente e prevengono le interruzioni di servizio.
